Penne volanti
SCRITTORI SI NASCE O SI DIVENTA?
L'ho chiesto a...
A due maestre Luciana e Adriana che conosco e che ammiro da tempo, entrambe di carismatica esperienza e sensibile professionalità, capaci di comprendere i bambini e guidarli nella crescita. Maestre che tutti i genitori vorrebbero per i propri figli!
Mi hanno risposto così:
Martedì, in classe, era il giorno del tema.
-Maestra, ho letto più volte la traccia, ma non mi viene niente!
-Io ho talmente tanto da dire, che non so da dove cominciare!
-Io ho in mente una bella storia , ma non trovo le parole!
Certo è, che scrivere può essere un’attività divertente o una tortura.
Molti bambini vivono con ansia la stesura di un tema: avere in testa belle storie e non riuscire ad esporle per iscritto è davvero scoraggiante! Perché una buona idea non basta: bisogna saperla sviluppare, darle una struttura ben articolata…oltre a scriverla, naturalmente, in modo corretto, sia dal punto di vista ortografico che sintattico. E allora, ecco che il bambino fatica, suda, ha bisogno di essere incoraggiato, per cercare un buon Incipit che lo “sciolga” e lo avvii.
Poi ci sono quelli che, al contrario, davanti al tema, provano eccitazione: per loro, il foglio bianco è una forma di grande libertà. “Sono io che decido cosa e come scriverlo!” diceva Livia (una mia alunna).
Ricordo con nostalgia le attività che preparavano alla stesura del tema: le letture sull’argomento, le lunghe conversazioni per raccogliere e socializzare le idee, le osservazioni e descrizioni minuziose delle piccole cose quotidiane, come una goccia di pioggia sui vetri o un raggio di sole sulla lavagna. E poi l’ abitudine di assaporare ogni impercettibile gioia della giornata…ogni piccola sensazione…mantenerne il luminoso ricordo per scriverlo poi nel testo.
Nacque così la nostra raccolta “Che bello, che bello…” Con grande entusiasmo, il fascicolo si gonfiò, ben presto, con tante descrizioni, che dividemmo per argomenti: c’erano gli amiconi, gli sportivi, i buongustai e infine i romantici! Ricordo che eravamo in quarta e fu davvero emozionante leggerli tutti! Ognuno aveva dato il massimo: si passava dal piacere di immergere il cucchiaio nel barattolo della nutella, a quello suggestivo di ammirare e parlare con le stelle!
Beatrice riuscì a sorprendermi con “ Che bello svegliarsi col ticchettio dolce della pioggia. Piccole goccioline,sul vetro della finestra luccicano, illuminate da un pallido sole. Poi si abbandonano al loro destino , lasciando la presa e cadendo in una veloce discesa…”
Cristina, nel suo bellissimo testo, che intitolò “Che bello scrivere”, raccontò tutta la sua passione per la scrittura.
L’ho rivista dopo molti anni. Oggi Cristina è una giornalista.
Dunque, scrittori si nasce o si diventa?
Secondo me, in nessun campo si nasce, ma si diventa (artisti, scrittori, sportivi…) con la tecnica e l’esercizio continuo. Certamente la predisposizione aiuta a raggiungere più facilmente gli obiettivi. Passione e tenacia renderanno, poi, i risultati sempre più brillanti!
Credo, comunque, che l’importante sia dare ai bambini l’abitudine e soprattutto il piacere di scrivere. Un piacere che va stimolato con la lettura, che arricchisce la fantasia e il lessico, con l’osservazione, con l’esercizio sistematico, come potrebbe essere, ad esempio, il diario personale a cui affidare esperienze quotidiane, emozioni, sensazioni…poesie…Ma… poeti si nasce o si diventa?
A due maestre Luciana e Adriana che conosco e che ammiro da tempo, entrambe di carismatica esperienza e sensibile professionalità, capaci di comprendere i bambini e guidarli nella crescita. Maestre che tutti i genitori vorrebbero per i propri figli!
Mi hanno risposto così:
Martedì, in classe, era il giorno del tema.
-Maestra, ho letto più volte la traccia, ma non mi viene niente!
-Io ho talmente tanto da dire, che non so da dove cominciare!
-Io ho in mente una bella storia , ma non trovo le parole!
Certo è, che scrivere può essere un’attività divertente o una tortura.
Molti bambini vivono con ansia la stesura di un tema: avere in testa belle storie e non riuscire ad esporle per iscritto è davvero scoraggiante! Perché una buona idea non basta: bisogna saperla sviluppare, darle una struttura ben articolata…oltre a scriverla, naturalmente, in modo corretto, sia dal punto di vista ortografico che sintattico. E allora, ecco che il bambino fatica, suda, ha bisogno di essere incoraggiato, per cercare un buon Incipit che lo “sciolga” e lo avvii.
Poi ci sono quelli che, al contrario, davanti al tema, provano eccitazione: per loro, il foglio bianco è una forma di grande libertà. “Sono io che decido cosa e come scriverlo!” diceva Livia (una mia alunna).
Ricordo con nostalgia le attività che preparavano alla stesura del tema: le letture sull’argomento, le lunghe conversazioni per raccogliere e socializzare le idee, le osservazioni e descrizioni minuziose delle piccole cose quotidiane, come una goccia di pioggia sui vetri o un raggio di sole sulla lavagna. E poi l’ abitudine di assaporare ogni impercettibile gioia della giornata…ogni piccola sensazione…mantenerne il luminoso ricordo per scriverlo poi nel testo.
Nacque così la nostra raccolta “Che bello, che bello…” Con grande entusiasmo, il fascicolo si gonfiò, ben presto, con tante descrizioni, che dividemmo per argomenti: c’erano gli amiconi, gli sportivi, i buongustai e infine i romantici! Ricordo che eravamo in quarta e fu davvero emozionante leggerli tutti! Ognuno aveva dato il massimo: si passava dal piacere di immergere il cucchiaio nel barattolo della nutella, a quello suggestivo di ammirare e parlare con le stelle!
Beatrice riuscì a sorprendermi con “ Che bello svegliarsi col ticchettio dolce della pioggia. Piccole goccioline,sul vetro della finestra luccicano, illuminate da un pallido sole. Poi si abbandonano al loro destino , lasciando la presa e cadendo in una veloce discesa…”
Cristina, nel suo bellissimo testo, che intitolò “Che bello scrivere”, raccontò tutta la sua passione per la scrittura.
L’ho rivista dopo molti anni. Oggi Cristina è una giornalista.
Dunque, scrittori si nasce o si diventa?
Secondo me, in nessun campo si nasce, ma si diventa (artisti, scrittori, sportivi…) con la tecnica e l’esercizio continuo. Certamente la predisposizione aiuta a raggiungere più facilmente gli obiettivi. Passione e tenacia renderanno, poi, i risultati sempre più brillanti!
Credo, comunque, che l’importante sia dare ai bambini l’abitudine e soprattutto il piacere di scrivere. Un piacere che va stimolato con la lettura, che arricchisce la fantasia e il lessico, con l’osservazione, con l’esercizio sistematico, come potrebbe essere, ad esempio, il diario personale a cui affidare esperienze quotidiane, emozioni, sensazioni…poesie…Ma… poeti si nasce o si diventa?
Luciana Mancuso (maestra elementare in pensione)
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L'ho chiesto a...
Scrittori si nasce o si diventa? Pittori si nasce o si diventa? Musicisti si nasce o si diventa? Matematici si nasce o si diventa?
Avendo lavorato 42 anni nel mondo della scuola posso affermare che una spiccata predisposizione o una particolare propensione verso quella o quell'altra disciplina è senza dubbio vera e riconosciuta.
Ma se Michelangelo e Leonardo da Vinci sono andati "a Bottega" vuol dire che nascere con un dono non esime dall' imparare. E quel "dono innato", solo attraverso l'esercitazione, la costanza, lo studio e non ultima la motivazione, può trasformarsi in talento per.......
Lo sviluppo cognitivo, come ci ricorda anche Jean Piaget, è l'esito dell'interazione tra la genetica e l'ambiente, perché se solo l'ambiente in senso lato fosse il responsabile, basterebbe frequentare dei corsi di scrittura per diventare di colpo brillanti autori!
Alla fine di questo "rompicapo" mi sento di sostenere che scrittori, pittori, musicisti, matematici...
....si nasce e si diventa.
Adriana Pecorai (maestra elementare in pensione)
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L'ho chiesto a...
Scrittori si nasce o si diventa? Pittori si nasce o si diventa? Musicisti si nasce o si diventa? Matematici si nasce o si diventa?
Avendo lavorato 42 anni nel mondo della scuola posso affermare che una spiccata predisposizione o una particolare propensione verso quella o quell'altra disciplina è senza dubbio vera e riconosciuta.
Ma se Michelangelo e Leonardo da Vinci sono andati "a Bottega" vuol dire che nascere con un dono non esime dall' imparare. E quel "dono innato", solo attraverso l'esercitazione, la costanza, lo studio e non ultima la motivazione, può trasformarsi in talento per.......
Lo sviluppo cognitivo, come ci ricorda anche Jean Piaget, è l'esito dell'interazione tra la genetica e l'ambiente, perché se solo l'ambiente in senso lato fosse il responsabile, basterebbe frequentare dei corsi di scrittura per diventare di colpo brillanti autori!
Alla fine di questo "rompicapo" mi sento di sostenere che scrittori, pittori, musicisti, matematici...
....si nasce e si diventa.
Adriana Pecorai (maestra elementare in pensione)

Condivido ogni parola… scrittori probabilmente non si nasce, ma si diventa grazie all'esercizio, alla tenacia e soprattutto grazie alla passione, passione che insegnanti come la maestra Luciana aiutano a coltivare.
RispondiEliminaIo sono stata una sua alunna, sono stata una di quei bambini che Luciana incoraggiava, prendeva per mano e accompagnava nel mondo delle parole, parole per esprimere i propri sentimenti e le proprie fantasie. Io non credo diventerò mai una vera scrittrice, ho scelto un'altra strada, ma quello che Luciana ha dato a me e a tanti altri, quel "piacere di scrivere", be' quello è vero e ci accompagnerà sempre.
Grazie maestra, scrittori non si nasce, ma la tua dedizione e il tuo amore per noi bambini sono stati più che preziosi.
Livia, leggere il tuo commento è stato davvero emozionante! Mi conferma quanto possano essere forti quei legami, tra maestra e bambini, che si creano tra i banchi di scuola, in un tempo, per chi è cresciuto, che sembra lontano e ormai passato come la scuola elementare. Legami che hanno lasciato il segno e sono rimasti vivi nell'essere diventati ciò che siamo adesso. Sono sicura che Luciana si emozionerà tantissimo e le farà un immenso piacere leggerlo. Grazie! Ivana
EliminaLUCIANA HA SCRITTO:
RispondiEliminaSì, Ivana, è stato emozionante ritrovare la mia Livia.
"Che bello...che bello" veder riconosciuti l'impegno e l'amore spesi nel proprio lavoro!
Ma soprattutto che soddisfazione sapere di aver dato a tanti bambini il piacere di scrivere!
La scrittura è un'esplorazione. Inizi dal nulla e impari man mano che avanzi! (Edgar Lawrence Doctorow)
Qual è il rapporto tra un terreno fertile e il seme piantatovi che darà il suo frutto? Gli stimoli sono capaci di dare frutti? A mio parere sicuramente, se il terreno non è molto fertile verrà fuori un frutto meno saporito, ma se il seme è stato piantato, qualcosa verrà fuori. Va aggiunto che un terreno può essere fertilizzato...
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